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Lido ludico

Assistiamo spesso meravigliati al susseguirsi di vari e numerosi tornei estivi sulla calda sabbia. Forse appare un’idea azzardata ma non crediamo sinceramente ci si perda poi tanto tempo e denaro nell’innalzare una rete da beach volley e tracciare un seppur vago esempio di campo; dico beach volley per non dire beach soccer o beach tennis, o qualsiasi sport praticato nell’arenile. Penso sarebbe un bellissimo e originalissimo modo per riempire le afose giornate estive, divertendo la folla e probabilmente attirando anche dei volti nuovi interessati all’innovativa proposta.

L’estate posadina s’arricchirebbe di ulteriori stimoli e andrebbe a colmare quei momenti di vuoto che la bassa presenza di eventi tende solitamente a creare. Sapendo poi che la gran parte del popolo spende le fatiche quotidiane estive dirigendosi al mare, si giungerebbe ad un probabile successo.

Collaborando con altri comuni, vicini e non, l’iniziativa verrà pubblicizzata quanto basta per donarle una risonanza decente. Immaginate l’impazienza di arrivare ad un appuntamento estivo fisso in cui sfidare squadre di altri comuni, un pò come già ora avviene per i vari tornei di calcio a 5. Una bella vetrina anche a livello economico, con sponsor che potrebbero interessarsi all’evento e convogliare ulteriore pubblico.

La nascita di intrattenimenti in spiaggia non è un’idea da cestinare a priori. Il “lido ludico” piace sicuramente, è economicamente realizzabile e può recare importanti riscontri benevoli per la comunità.

Certo, per iniziare bene magari occorrerebbe defenestrare i ponti, abbattere gabbie e alveari, liberare finalmente la spiaggia di Posada e renderla godibilmente fruibile alla gente che la occupa. Perchè anche se non diciamo nulla e tutto va bene, lo spazio per prendere il sole è sempre meno…..

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Cartelli stradali e scaricatori di barili.

Abbiamo letto negli ultimi giorni i vari dibattiti nella rete sulla gravissima notizia che l’Anas ha telefonato al comune chiedendo di mettere a norma i cartelli recanti il nome del paese all’entrata di Posada, che al momento riportano solo il nome in sardo, mentre la legge stabilisce che ci sia anche quello italiano.

Lasciatemi dire che penso sia stato detto un mare di cazzate, dagli articoli di giornali e blog fino alle pagine facebook.

Cominciamo dall’articolo de La Nuova pubblicato online il 17 maggio, che mi ha lasciato un po’ a bocca aperta per la penuria di informazioni utili o l’efficacia del commento, alla stregua di un bollettino Ansa. L’articolo inizia con un “Posada fit Pasada anticamente”, messo tra virgolette perché è una citazione di non si sa chi. L’articolo non lo dice, e non mi metterò a fare congetture per non dovermi correggere in futuro: me ne scuserete.

La frase è perfettamente inutile nel contesto della notizia perché dire che un tempo Posada era chiamata Posada non porta a niente. Posada ha avuto molti nomi; una lettura veloce su Wikipedia ne riporta alcuni. Dobbiamo allora offenderci perché nel cartello non è riportato Pausata? O Possata, Passata, Pausada? La questione non riguarda la storia di Posada, ma il nome (o i nomi) attuale del paese, e il bilinguismo in Sardegna. Mi chiedo soprattutto di chi sia la citazione, ma immagino che non importi. Cazzata è, e cazzata rimane. Leggi l’articolo completo